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Zabeira Dorgorou-Tarùru {nota ih_oia}

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Zabeira Dorgorou-Tarùru {nota ih_oia}

apijedda

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November 12th, 2009

 
Friday, Nov. 20th
MOSCOW
Glavclub (DK Gorbunova)


Privet Druzya! )



Erano gli anni ’50 e mio padre, aitante ventitreenne, insieme ai suoi amici di avventura (si, anche Il Gianni) era partito con un furgoncino alla volta della Svezia. E non erano i furgoncini di adesso, ne’ le strade di adesso.
Ma erano ragazzi giovani, travolti da un dopoguerra pieno di aspettative e aspirazioni e dagli ormoni in subbuglio.
La loro vacanza era prettamente notturna, raggiungevano le tappe al crepuscolo, vivevano la movida locale senza perderne neanche una stilla, svenivano all’alba nel loro cubicolo, accampati alla bell’e meglio e ripartivano una volta svegli, col sole già alto.

Marlene )

November 9th, 2009

letture

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November 7th, 2009

Male

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Nn mi sono ancora ripreso dagli interventi, ho una infiammazione la cui origine nn e' chiara, devo fare una tomografia l'altra settimana, la prossima la trascorro al sincrotrone, pure se nn ne avrei voglia. Devo trovare un lavoro fisso e per questo mi servirebbero le energie al 200% e invece sono a terra, si avvicinano le vacanze di Natele e ne sono terrorizzato, sono solo e mi sento solo,

Ma questo pomeriggio ho trovato questo attaccato alla mia porta, nn so chi sia stato, e' un bel gesto!



November 6th, 2009

(no subject)

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Tutto struggente, ma anche tutto terribile. Terribile per lui ma anche per me, perché poche cose ti appenano il cuore come scoprire quanto qualcun altro ti vuole bene. Oggi che ho compiuto mezzo secolo non è cambiato niente, oggi come allora, quando càpita, è una rivelazione che non sono pronto a sostenere. Sapevo che il Felice mi voleva bene, ma non fino a quel punto... E io che negli ultimi giorni mi ero convinto che mi stesse diventando ostile... Colpa su colpa, vergogna su vergogna... Non c'è conoscenza che non porti al dolore, quanto mai mi ero imbarcato in quella vicenda... È già insostenibile sapere di essere amati, ma scoprirlo di nascosto è più osceno che fare il voyeur nascosto dietro i cespugli... Rimisi a posto il cassetto del comodino mentre con una manica mi asciugavo le lacrime, poi scappai a casa di corsa.


Michele Mari
Verderame

http://it.wikipedia.org/wiki/Michele_Mari


November 4th, 2009

Virginia Woolf nel 1926 a Londra andò al cinematografo, così si chiamava all'epoca, e vide il film The Cabinet of Dr. Caligari un film tedesco del 1920 diretto da Robert Wiene. Da questa esperienza nacque un articolo chiamato "The movies and Reality" in cui la scrittrice rimane sbalordita dalla forza delle architetture rappresentate e capisce di essere finalmente di fronte ad un nuovo medium fatto e finito ed in grado di competere con la letteratura "For a moment it seemed as if thought could be conveyed by shape more effectively than by words" pora stella. Caligari dappertutto e a tutti  diede l'impressione che il cinema fosse davvero una nuova e indipendente forma d'arte, in grado descrivere con più efficacia l'intensità della vita moderna delle grandi città, come si già si configuravano agli inizi del secolo scorso.
Di Caligari riparleremo, perché è il primo esempio di come l'architettura, il set design, una concezione dello spazio particolare può partecipare attivamente sia ovviamente all'atmosfera e alla cifra stilistica di un film che essere proprio un supporto narrativo forte.




Batman 1989 di Tim Burton

In questi giorni mi è capitato di rivedere un sacco di classici cinematografici recenti, About a Boy, Juno, Of Mice and Men (quello di Gary Sinise), Dick Tracy di cui si parlerà più avanti e infine Batman. Rivedere Batman può essere uno shock per vari motivi, intanto il film in senso generale è loffio. Le scene collettive di demenza del Joker Jack Nicholson con la musica di Prince non sono più questo granché, lo stesso Nicholson fa cabotino di sé stesso. Quello che rimane grandioso del film è l'idea di città, Gotham City, che viene rappresentata, giustamente vincitrice di un Academy Award per l'art design del set. Grandioso è anche lo splendido tema di Danny Elfman, ma è un altro discorso.
La Gotham City del film non ha né tempo né dimensione geografica. Non è una città del futuro né del passato. L'ambientazione ha un vago sapore anni '40 ma gli edifici sono un mix di architettura gotica, futurismo italiano (Antonio Sant'Elia), brutalismo, architettura macchinista giapponese (Shin Takamatsu) e per il Gotham City Hall l'idea di riferimento è certa architettura monumentale funeraria europea anni '30.
La scelta di un edificio così lugubre per il municipio non è casuale visto che la realizzazione della città strizza l'occhio ad una New York come se fosse in mano alla criminalità per decenni, senza regole, senza commissione urbanistica, senza parcellizzazione, senza differenti zone di edificazione, il tutto regolato attraverso corruzione ed estorsioni. Una città in mano al crimine non può che avere un monumento funerario come municipio. Apparentemente Gotham City può essere paragonata a Metropolis ma la differenza è sostanziale. In Metropolis lo stile della città è uniforme come se tutto fosse progettato, come in effetti è, da una singola mente ci sono spazi, strade larghe, respiri, c'è un origine ordinatrice del tutto mentre in Gotham prevale il disordine senza regole. In Gotham City gli edifici si affastellano l'uno accanto all'altro rubando spazio e quindi luce alle strade, la piazza più grande ricorda per chi conosce Milano quello slargo che c'è a Santa Maria presso San Satiro. Questa mancanza di luce perché gli edifici sono troppo alti, troppo vicini, troppo aggettanti, altro riferimento a Milano, un po' come la Torre Velasca, questo rende l'atmosfera del film oscura, una città in preda all'incubo morale della corruzione e all'incubo reale della mancanza di luce, di sole, di aria, inquinata anche da tutte quelle fabbriche cresciute a caso all'interno del corpo cittadino. Altri riferimenti sono i lavori di Konstantin Melnikov e ovviamente ancora Metropolis riguardo l'asse visivo constituito dalla cattedrale che a Gotham ha una spruzzata della Sagrada Familia di Gaudì. Per quelli a cui piace Hitchcock nella cattedrale ci sono anche due riferimenti uno a Psycho, la casa del film è riprodotta nella sommità della cattedrale e la salita finale sulle scale della torre è un fin troppo facile ammiccamento a quella di Vertigo.
Invece gli interni della casa di Bruce Wayne sono interni di case signorili di campagna inglesi, il massimo dell'ordine, della pulizia, dell'onestà.



Posfazione
Qualche giorno prima di rivedere batman con amici, stavo leggendo un bel libro dello storico americano George L. Mosse su il mito dei caduti nelle guerre mondiali, la tragedia e l'uso di queste morti. Il libro è ottimo, c'è un'imprecisione a livello iconografico quando recensisce dopo la prima guerra mondiale i monumenti ai caduti tedeschi. In germania viene scelto un modello architettonico unico per tutti che per me è chiaro mentre Mosse che è uno storico è non ha dimestichezza con le forme non coglie la citazione e il significato che comporta. La svista non è grave, una sciochezza proprio, ma mi è tornata in mente guardando batman con gente che non si accorgeva di cose che aveva davanti. L'idea di scrivere questo pezzo, e forse i futuri, è nata da qua. Si passeggia nelle città, si vedono film, ma a volte non si notano cose che invece è piacevole intelletualmente riconoscere.

Posfazione di Lucifero
"Mi permetto di contribuire all'interessante discussione
facendo notare che Batman è un fumetto da cui il film 
non eredita unicamente i personaggi e il contesto ma 
l'immagine della stessa Gotham City.
 
Senza nulla togliere alla realizzazione scenografica
e al lavoro di design che sta dietro la realizzazione
tridimensionale della città, occorre però tenere presente
che si parla sempre della traduzione visiva di un'iconografia
fumettistica lunga più di settant'anni (e interpretata
magistralmente dal team di Tim."
 

November 3rd, 2009

Zero Intolerance

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Sul treno che da Ostia porta verso il mondo c'è il vero melting pot.
Magari ci sarà anche da altre parti, ma qui è più vero.
Qui non ci sono persone che della tolleranza hanno fatto una bandiera: qui ci sono persone ammassate una sull'altra che del colore o della lingua di chi gli sta vicino non gliene frega davvero un accidenti.
Qui ci sono i ragazzi bianchi e quelli neri, gli italiani e gli albanesi, quelli di prima o seconda generazione, che vanno a scuola insieme e che se litigano lo fanno come ragazzi, e non come razzisti.
E ce n'è di differenza che i ragazzi litigano e si tirano giù certi moccoli che manco gli scaricatori di porto.
Ma, per l'appunto, come ragazzi.
Qui nel trenino siamo troppo attenti a non cadere, avvinghiati ad una sbarra di metallo a chiederci se ce la faremo a sostenere l'equilibrio instabile che abbiamo dentro. Qui c'è la pioggia e il vento e le coincidenze e il ritardo e la calca e il razzismo non ci serve e, anzi, se l'autista frena a cazzo, siamo tutti concordi e amici a dirgli "sei una merda"
Il razzismo è roba da gente che ha il culo al caldo sul sedile dell'auto, che si sente protetta dai suoi cristalli e che dentro il suo cubicolo di latta sbraita contro questo o quello urlando parole come "negro, donna, frocio" sicuro della sua impunità sorda che tanto fuori non lo sente nessuno.
Qui c'è troppo da pensare per fare gli stronzi.
La tolleranza è qui e magari farebbe bene a chi sbraita dalle macchine a farci un giretto, tanto per capire che si prova a stare gomito a gomito con chi pensi sia diverso e che, se il treno frena, casca proprio come te e magari nel farlo ti ci appoggi pure per non capitombolare.

SANGUE A COLAZIONE

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Mentre faccio colazione sfoglio la rivista Marie Claire del mese di novembre.
Servizio di moda centrale.
Imperiosa e musona la modella indossa un cappotto lungo di volpe argentata ma tinta di rosa, un giubbino chiodo di lince selvatica, una giacca di lupo.
Poche pagine più avanti vedo dei saldali con tallone di visone.

Ma perchè cambiano le mode, i governi, le ere e questo business non muore mai?
Ma perchè il marketing del lusso ha ancora  bisogno di questo sangue, non bastano auto, barche e gioielli?
Ma perchè  certe donne sono così  involute?
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